martedì 16 gennaio 2018

Spade e manifestazioni. Lecite?


Le armi, sia bianche che da sparo, non possono essere utilizzate in pubblico per solo svago: ma per quanto riguarda le spade che non hanno il filo e senza punta acuminata?
Stiamo parlando, ad esempio, delle riproduzioni di antiche katane o spade medievali. Il loro acquisto è libero, la loro detenzione anche (non vi è il bisogno di denunciarle), il loro trasporto è permesso...ma il loro porto no.
Cosa significa? che nonostante siano ritenuti dal legislatori degli oggetti abbastanza innocui, non è possibile girare per la città con una spada a portata di mano (seppur senza filo). Questo perché di fatto è come se girassimo con una spranga di ferro (o un bastone) e se non vi fosse un motivo valido sarebbe un illecito porto di un oggetto atto ad offendere.
Il giustificato motivo può anche essere una rappresentazione in costume o sportiva.
È ciò che succede da un paio di anni a questa parte nel Comune di Lucca, sede di una delle più importanti manifestazioni di cosplay e fumetti (LuccaComics), dove ogni anno migliaia di persone si divertono a girare per la città vestiti da personaggi dei cartoni animati e dei fumetti (con tanto di riproduzioni di armi in bella vista).
Infatti la Questura di Lucca ha emanato nel 2012 delle linee guida, rese valide anche negli anni successivi, dove consentiva il porto delle riproduzioni (senza filo) ribadendo invece il divieto per le armi proprie (spade con filo).
Il porto di ARMI BIANCHE realizzate a fine ornamentali e, cioè, prive di punta acuminata e filo tagliente (riproduzioni di armi bianche), sarà consentito nell’ambito della manifestazione, purché si tratti di esibizione finalizzata al solo uso scenico, in quanto facente parte del costume indossato, tale quindi da escludere ogni impiego lesivo“. 
Quindi qualora si voglia organizzare ad esempio una manifestazione ludico-sportiva dove dare a diversi appassionati la possibilità di scontrarsi in una sorta di torneo medievale si dovrà, per evitare inutili grane, richiedere l'autorizzazione alla Questura. Gli invitati, inoltre, dovranno avvicinarsi all'evento senza brandire l'arma, trasportandola lontano dalle proprie disponibilità, con l'invito o la descrizione dell'evento in tasca, in modo tale da esser mostrato in caso di problemi.
Ma quindi un invitato alla manifestazione non può prendere l'autobus tenendo alla cintura una spada innocua senza filo? Purtroppo no.
E per le spade di legno invece? Si può eseguire una manifestazione di Aikido in un parco? La situazione è identica.
Sono disciplinate diversamente invece le riproduzioni di spade in materiali diversi dal ferro e dall'acciaio, come le spade di plastica e lattice.
Non essendo ritenute armi, ma armi giocattolo, non sono soggette a nessun tipo di divieto (salvo nel caso sempre quelli sugli oggetti atti ad offendere, qualora siano tali). Va detto comunque che gli attuali giocattoli, se a norma, molto difficilmente potranno essere considerati o essere veramente oggetti atti ad offendere.
Avv. Carlo Chialastri

giovedì 11 gennaio 2018

Le munizioni possono essere tenute sul tavolo di casa? Sentenza della Cassazione.

Abbiamo scritto più volte che le armi vanno custodite con tutta la diligenza possibile in modo che non possano essere rubate o usate da persone non autorizzate; la cassaforte non è prescritta dalla legge ma in pratica è l'unico sistema che ci garantisce da una denuncia.
Un problema diverso è quello delle munizioni, sia spezzate che a palla: come vanno custodite?
Anche loro vanno tenute in cassaforte o possiamo metterle dove ci pare, compreso un tavolo o in giro?
La Cassazione ha risposto con la sentenza n. 51278 del 9 novembre 2017; ha stabilito che gli obblighi di custodia particolari stabiliti per le armi, non valgano per le munizioni: in pratica quindi possiamo tenerle sul tavolo dell'esempio o in un qualsiasi cassetto.
I Carabineri avevano sequestrato, a Crotone, circa 700 cartucce a pallini perchè ritenevano che fossero mal custodite, in violazione dell'art. 20 della legge 110 del 1975.
La Cassazione ha ritenuto che l'art. 20 della l. 110/1975 si riferisca solo ad armi ed esplosivi ma non alle munizioni. Il principio era stato già enunciato in precedenti sentenze (15940/2013, 5112/2005).
La norma citata infatti nomina armi ed esplosivi ma non nomina le munizioni.
Per questa sentenza vale in parte quanto già scritto per la recente sentenza sulla denuncia degli sfollagenti (non richiesta) http://www.leggearmi.it/2017/11/il-manganello-va-denunciato-eppure.html.

Riteniamo che possano esserci dei dubbi culla correttezza giuridica o che almeno possano esserci interpretazioni anche diverse. Volendo fare gli avvocati del diavolo, basterebbe infatti ricordare che le munizioni (specialmente quelle a pallini) sono facilmente smontabili e si può recuperare l'esplosivo.
Rimane però indiscutibile e fondamentale che queste sentenze sono indice di un atteggiamento più favorevole al mondo delle armi.
Nella burocrazia il discorso è ancora diverso ma contro gli errori della burocrazia si può sempre ricorrere alla magistratura.
Siamo quindi contenti di questo atteggiamento della Cassazione.
Per avere gratuitamente una copia della sentenza scrivetemi alla mail umberto@avvocatochialastri.it. Riportiamo di seguito il testo della norma.

Articolo 20 della legge 110/1975 - Custodia delle armi e degli esplosivi. - Denunzia di furto, smarrimento o rinvenimento.
La custodia delle armi di cui ai precedenti articoli 1 e 2 e degli esplosivi deve essere assicurata con ogni diligenza nell'interesse della sicurezza pubblica. Chi esercita professionalmente attività in materia di armi o di esplosivi o è autorizzato alla raccolta o alla collezione di armi deve adottare e mantenere efficienti difese antifurto secondo le modalità prescritte dall'autorità di pubblica sicurezza.
Chiunque non osserva le prescrizioni di cui al precedente comma è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda fino a lire 1.000.000.
Dello smarrimento o del furto di armi o di parti di esse o di esplosivi di qualunque natura deve essere fatta immediata denunzia all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al più vicino comando dei carabinieri.
Il contravventore è punito con l'ammenda fino a lire 1.000.000.
Chiunque rinvenga un'arma o parti di essa è tenuto ad effettuarne immediatamente il deposito presso l'ufficio locale di pubblica sicurezza o, in mancanza, presso il più vicino comando dei carabinieri che ne rilasciano apposita ricevuta.
Chiunque rinvenga esplosivi di qualunque natura o venga a conoscenza di depositi o di rinvenimenti di esplosivi è tenuto a darne immediata notizia all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, in mancanza, al più vicino comando dei carabinieri.
Salva l'applicazione delle sanzioni previste dalle vigenti disposizioni in materia di detenzione e porto illegale di armi o di esplosivi di qualunque natura, il contravventore è punito con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda fino a lire 400.000.

martedì 2 gennaio 2018

Comprare uno spray al peperoncino legale

Può capitare, e purtroppo spesso capita, che un cittadino passi guai per una norma o una situazione non chiare.
Sappiamo che è permesso portare uno spray al peperoncino ma ne esistono tipi ammessi e tipi vietati.
Questo strumento di autodifesa è un oggetto molto utile, indicato per le donne e non solo. Il suo utilizzo è semplice ed efficace; può salvarci da situazioni molto pericolose. in pratica può essere molto più efficace di un bastone o un'altra arma impropria.
Naturalmente, essendo un oggetto da difesa, il suo impiego deve essere giustificato da un pericolo concreto in atto. Di questo avviso la Cassazione (sent. n. 10889/17, 6 marzo 2017), ha deciso un procedimento dove lo spray al peperoncino era stato utilizzato per aggredire una guardia forestale. L'oggetto è stato ritenuto dalla Cassazione atto ad offendere e non a difendere.
Una volta utilizzato nel modo corretto rende l'aggressore inoffensivo per diversi minuti: non riuscirà a tenere gli occhi aperti, tossirà, non avrà cognizione di causa e questo permette la fuga o la chiamata dei soccorsi.
Per essere in regola lo spray deve avere queste caratteristiche:
-capienza massima di 20 ml
-gittata massima 3 metri
-percentuale di oleoresin capsicum disciolto non superiore al 10%, con una concentrazione massima di capsicina e capsaicinoidi totali pari al 2.5%
-non deve essere infiammabile
-deve essere sigillato.
In pratica è difficile giudicare se lo spray che stiamo acquistando è in regola, perchè viene venduto anche on line e da siti esteri.
La maggior parte degli spray acquistabili su internet (da siti stranieri e non) ha una portata di 40 ml. Non sono quindi regolari in Italia.
Gli oggetti che non avranno le caratteristiche stabilite dalla legge verranno ritenuti vere e proprie armi ed il loro porto ed utilizzo può portare ad un procedimento penale.
Per questo motivo il nostro consiglio è quello di acquistarlo in Italia (anche online, purchè da siti italiani), di leggere attentamente il foglio illustrativo informandosi col venditore sulla provenienza e sul rispetto delle normative nazionali. Spesso la dicitura "conforme al Decreto 12 maggio 2011 n. 103" è ben in vista sulla confezione ed è certamente importante. Qualora non fosse corretta noi saremmo tutelati dalla sua presenza.
Lo spray si può trovare in armeria ma anche ferramenta e simili.
Si consiglia inoltre di mantenere lo scontrino e la confezione anche dopo il suo utilizzo (che speriamo non sia mai necessario).
Avv. Carlo Chialastri

martedì 5 dicembre 2017

Se ti negano il porto d'armi (difesa, caccia, tiro) devi stare zitto?

Sembrerà strano ma il popolo di chi richiede un porto d'armi o l'autorizzazione a tenere una pistola è fatto da tanta gente pacifica, spesso pure troppo.
Questa gente è normalmente rispettosa verso gli organi di polizia; non dimentichiamo infatti che chi vuole un'arma clandestina può trovarla al mercato nero con risparmio di tempo ed anche di denaro.
Ho fatto questo prologo perchè nella mia esperienza professionale capita continuamente che chi subisce un torto con il diniego della licenza di caccia o titolo similare e pur protestando ampiamente ... alla fine lasci perdere.
È proprio vero che non si può fare nulla contro la decisione della questura?
È assolutamente falso.
Il provvedimento di diniego si può impugnare e capita di frequente che venga annullato, con il conseguente rilascio del porto d'armi.
Le questure hanno una grande discrezionalità ma questa discrezionalità deve sempre rispondere a criteri oggettivi di rispetto delle norme e ragionevolezza.
In caso di diniego ci si può opporre con un ricorso gerarchico e/o un ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale).
Per avere maggiori informazioni, senza impegno, sul vostro caso concreto, scrivetemi alla mail umberto@avvocatochialastri.it o completate il modulo sotto.
Avv. Umberto Chialastri

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Per sparare in poligono occorre il porto d'armi?

Il problema è interessante. 
Le armi possono essere maneggiate o usate solo da chi ha il porto d'armi o l'autorizzazione alla detenzione?
Nella cantina di casa mia o altro luogo super sicuro posso far sparare mio figlio o un amico?
È possibile iscriversi  in un poligono di tiro ed usare un'arma di proprietà del poligono o di un terzo?
Mia moglie (o mio marito) può tenere la mia pistola sul suo comodino?
Posso far maneggiare la mia pistola, in casa mia, ad un amico che non nha il porto d'armi?
Posso dare la mia pistola al sorvegliante che gira nel mio giardino?
La materia è disciplinata dall'art. 699 del codice penale, dalla legge 895/1967, dall'art. 20 bis della legge110/1975.
Come al solito le leggi ci sono ma quello che varia è la loro interpretazione.
Basta trovarsi coinvolti in un processo penale per capire la differenza.
Un processo penale può partire (con sequestri e danni per anni) anche ingiustamente; l'assoluzione finale risolve i problemi solo molto parzialmente.
C'è quindi da distinguere tra l'interpretazione "tranquilla" e quella che può dare la possibilità di guai (anche se in realtà si è in regola).
Su tutta questa problematica è interessantissimo il lungo articolo del dott. Mori che trovate a questo link http://www.earmi.it/diritto/faq/poligoni.htm .
Le sue conclusioni sono che nulla vieta tutti i comportamenti sopra elencati, lo afferma con la solita competenza straordinaria e sono perfettamente d'accordo. Il suo studio è anche importante perché pioneristico sotto molti aspetti.
Le argomentazioni usate sono quelle che userei molto volentieri in un processo. Se si vuole evitare il processo occorre essere però molto più restrittivi.
Vediamo alcuni punti.
Uso in poligono.
Va distinta la situazione che si crea in un TSN Tiro a Segno Nazionale da quella in un poligono privato.
Per i TSN esiste una normativa apposita che permette, anche ai minorenni, di sparare sotto la supervisione di un direttore di tiro.
Interessante è la pagina del TSN di Roma dove, tra i requisiti per l'iscrizione, non viene menzionato il porto d'armi https://www.tsnroma.it/iscrizione .
Per i poligono privati la situazione dovrebbe essere legalmente la stessa, vale a dire che può sparare anche un minorenne o chi non abbia un porto d'armi, con l'arma prestatagli e sotto la supervisione, controllo, del proprietario esperto (o di altro esperto). È però una interpretazione che nella pratica non è condivisa. In pratica il poligono dove vado non ha alcuna voglia di rischiare la chiusura e così è per molti altri. Non posso dare loro torto.
Per la FITAV, pur essendo un'organizzazione  privata la situazione è per molti aspetti simile ai TSN perchè è consentita l'iscrizione ai 14enni.
Veniamo alla moglie che può tenere sul comodino la vostra pistola. Secondo gli stessi principi non ci sarebbe nemmeno nulla di male a insegnarle a usare la pistola nel proprio giardino o cantina; in questo modo si potrebbe difendere in nostra assenza.
Al di là dell'aspetto teorico, nella pratica esiste un principio di ferro: tutto (o quasi) è lecito finchè le cose vanno bene ... ma solo finchè vanno bene!
In pratica le cose possono essere diverse: ho riportato una sentenza http://www.leggearmi.it/search?q=suicida nella quale il marito è stato condannato perchè la moglie sapeva dove erano le chiavi della cassaforte e si è suicidata.
La situazione non cambia se l'amico a cui faccio maneggiare l'arma, intenzionalmente o meno, ammazza o ferisce qualcuno. Il suo comportamento può essere al di là del prevedibile ma in pratica i guai seri possono essere solo i nostri.
Il problema vero italiano è sempre lo stesso: negli USA un'arma è un espressione del diritto di libertà, in Italia (ed in altri paesi europei) è un qualcosa che lo Stato ti può concedere o meno. 
Se a questo aggiungiamo l'odio generale che porta anche a proibire le armi giocattolo ai bambini (perchè considerate diseducative...) si arriva alla sotterranea persecuzione costante a chi ama le armi e le usa (o vorrebbe usare) lecitamente.
Avv. Umberto Chialastri

venerdì 24 novembre 2017

Coltello da sub, arma? Trasporto e porto d'armi.

Se si va a fare un'immersione portando con sè un coltello da sub si rischiano guai?

La domanda potrà sembrare banale ma non lo è. Difatti i coltelli da sub, che delle volte possono anche essere simili a dei veri e propri pugnali (per differenza tra pugnale e coltello vedere questo post), nonostante vengano venduti tranquillamente, anche per corrispondenza, senza denuncia e senza licenza, potrebbero arrecare dei problemi al subacqueo ed all'apneista poco informati.

Il coltello da sub viene considerato strumento atto ad offendere (arma impropria) e non arma, ai sensi dell'art. 45, comma 2 del regolamento di attuazione del TULPS.

Per questo motivo, essendo anche un appassionato di subacquea e pesca in apnea, ci tengo a dare alcuni consigli per far sì che evitiate di trovarvi nei guai in una giornata dove volevate solo rilassarvi in acqua.

Infatti, il coltello da sub, qualsiasi sia la sua dimensione, è ritenuto dal legislatore un vero e proprio oggetto atto ad offendere. Ciò significa che può essere acquistato e ceduto senza particolari formalità ma che il trasporto (nota bene, trasporto e non porto) debba avvenire per un giustificato motivo.

Va da sè che l'utilità di avere un coltello sott'acqua, quando si sta andando a fare un'immersione, è un motivo ritenuto valido per poter trasportare il coltello in questione (un coltello sott'acqua può salvarci la vita, ed anche quella degli altri. Si pensi ad un compagno rimasto incastrato ad una lenza a 10 metri di profondità).

Ma qui si arriva alla differenza fondamentale che vi è tra il porto ed il trasporto. Trasportare il coltello da sub significa tenerlo lontano dalla propria disponibilità. Se si sta andando a fare l'immersione in macchina è bene tenerlo nella borsa nel portabagagli, insieme alla muta ed alle pinne. Portarlo in tasca, o sul sedile anteriore è un porto, non un trasporto, e quindi punibile ai sensi dell'art. 4 della Legge del 18 aprile 1975 n. 110.
Vi invito quindi a stare attenti a queste accortezze.

Una volta finita la giornata d'immersione riponete il vostro coltello nel cassetto, non dimenticatelo in macchina o nel borsone, perchè rischiate guai seri.
Avv. Carlo Chialastri

domenica 12 novembre 2017

Il manganello va denunciato? Eppure questa volta ...

Sembrerà strano ma per la Cassazione non più. Vediamo cosa è successo.
Infatti, con sentenza numero 31933 pubblicata il 3 luglio 2017, la Corte di Cassazione, sezione prima, ha assolto un cittadino trovato in possesso, all'interno della proprio abitazione, di due sfollagente (manganelli) in acciaio.
Per gli ermellini infatti "lo sfollagente non è un'arma in senso proprio, in quanto non ha come destinazione naturale l'offesa alla persona, ma può essere utilizzato anche per finalità diverse, per esempio come strumento per l'allontanamento o la separazione di persone, senza alcuna offesa alla loro incolumità."
Vi è quindi in inversione totale di tendenza sul non vedere più i  manganelli come un oggetto la cui destinazione naturale è l'offesa alla persona prevista dall'art. . 585, comma II n°1, c.p.. Il suo possesso non è, sempre secondo la Corte, punibile ex art. 697 c.p. (detenzione abusiva di armi)
Questa sentenza è interessante ma anche estremamente pericolosa.
Vi è il rischio che alcuni pensino e quindi spargano la voce che questo tipo di arma non vada più denunciato.
Ricordiamo che una sentenza non cambia la legge. Anche se la sentenza è della Cassazione (il massimo organo giudicante) un tribunale qualsiasi potrebbe pensarla diversamente e cambiare.
La stessa Cassazione potrebbe cambiare orientamento e giudicare diversamente.
C'è quindi il pericolo, nonostante ci sia questa sentenza "favorevole", che se si venisse trovati in possesso di un manganello non denunciato si possa essere condannati.
Abbiamo  visto articoli su internet che proclamano la cessata necessità di denunciare i manganelli: NON CREDETEGLI! Siate prudenti.
Sappiamo bene come una piccola condanna possa farci togliere il diritto di detenere tutte le altre nostre armi, anche se regolarmente denunciate.
Per evitare gratuite rogne vi consiglio quindi di continuare a denunciare la detenzione dei manganelli!
Aggiungiamo altre considerazioni.
Dal punto di vista strettamente giuridico ci sono grosse perplessità sull'orientamento della Cassazione. Valga per questo l'ottimo articolo del dott. Mori https://www.earmi.it/diritto/giurisprudenza/manganelli2.html .
Noi intendiamo però vedere il problema da un altro punto di vista.
In Italia abbiamo dei legislatori che fanno decisamente schifo. Le leggi sono fatte con i piedi. I magistrati devono applicare questo schifo di legge e sanno bene che in alcuni casi, applicando la legge, si commettono gravi ingiustizie.
Non dobbiamo dimenticare che i manganelli sono oggetti molto carini ma di fatto posso essere molto meno pericolosi di una spranga di ferro o di un manico di piccone. È quindi assurdo che - in quanto armi proprie . debbano essere denunciati e non possano essere mai portati fuori di casa. Tutto il settore delle armi bianche andrebbe rivisto.
Ci sono magistrati che applicano lo stesso la legge imbecille e ci sono magistrati che cercano di "interpretarla" magari salvando il disgraziato che si è trovato nei guai.
In questo caso la Cassazione ha forse forzato troppo ma ha  dato un'interpretazione che comunque può aiutare a salvare molte persone e potrebbe anche essere una spinta ad una seria legge di riforma.
Ferma quindi la prudenza di cui sopra, applaudiamo questo nuovo orientamento della Cassazione: se le leggi sono malvagie ben venga il giudice che le interpreta in modo giusto! 
Avv. Umberto Chialastri Avv. Carlo Chialastri