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Parteciperai a un evento FIDASC? Le regole non scritte che facilitano l’amicizia tra tiratori

📅 25 Agosto 2026✍️ di Alessandro Bernucci⏱️ 5 min di lettura

Chi entra per la prima volta in un campo legato alla Federazione Italiana Discipline con Armi Sportive da Caccia si accorge subito che, oltre ai regolamenti ufficiali, c’è un galateo non scritto che tiene insieme la comunità. L’ho imparato coordinando tornei locali e passando più weekend in pedana che a casa: sono piccoli gesti che fanno la differenza, soprattutto se vuoi uscire dal campo con qualche decina di piattelli rotti e due o tre nuovi amici.

Il primo impatto in campo: come rompere il ghiaccio

All’arrivo, la cortesia parte dal banco iscrizioni. Presentati con nome e disciplina, chiedi a che ora si spara e se puoi aggregarti a una batteria con posti liberi. Un saluto chiaro alla squadra con cui sparerai e una stretta di mano al direttore di tiro aprono porte meglio di qualsiasi biglietto da visita.

In attesa del tuo turno, offriti per segnare i punteggi o raccogliere i piattelli frammentati fuori pedana (se le norme del campo lo consentono). È un modo semplice per farti conoscere e capire i ritmi locali. A me è capitato di recente a una gara sociale: ho passato dieci minuti a stilare i cartellini mentre un ragazzo finiva la serie. Ne è uscita una chiacchierata su strozzatori e munizioni che, un’ora dopo, ci ha fatti sparare fianco a fianco come fossimo compagni da anni.

Sulla pedana: etichetta che dice più di mille parole

La pedana è sacra. Si entra solo quando tocca, fucile aperto, volata sempre in sicurezza. Non servono grandi discorsi: un cenno al compagno che termina la stazione e un “in pedana” detto piano bastano a tenere il ritmo.

Consigli e correzioni? Solo se richiesti. L’errore più comune di chi vuole essere utile è trasformarsi in allenatore non richiesto. Un lettore mi ha chiesto come comportarsi quando vede una spalla evidentemente mal posizionata: la risposta è aspettare il fine serie e offrire un parere con tatto, magari chiedendo “ti va un occhio esterno?”. Durante l’azione non si parla, non si gesticola, non si scatta foto a ridosso del tiratore.

Altro punto: tieni il telefono in tasca e il volume silenziato. I campi buoni sono rumorosi abbastanza, non serve aggiungere suonerie. Se vuoi osservare da vicino una stazione, chiedi sempre il permesso al direttore di tiro e al tiratore successivo, tenendoti un passo indietro dalla linea.

Materiali e maneggio: l’aiuto giusto al momento giusto

Spesso l’amicizia nasce da un aiuto pratico. Una chiave per strozzatori prestata, una bustina di grasso per cerniere, una coppia di tappi auricolari di scorta: sono dettagli che salvano la serie a chi li riceve. Ho visto più legami nascere da un “ti manca un cilindro? Eccolo” che da mille chiacchiere al bar.

Con le munizioni vige una regola d’oro: non offrire cartucce a caso. Chiedi prima grammatura e strozzatura usata, e assicurati che siano cartucce ammesse dal campo. Se c’è un malfunzionamento, fucile in sicurezza, canne verso zona sicura, chiama l’arbitro. Meglio un minuto in più che un ricordo brutto. Non mettere mai mano all’arma di altri senza esplicita autorizzazione, nemmeno “solo per vedere il bilanciamento”.

Parole che contano dopo l’ultimo piattello

A fine serie, raccogli i bossoli se il campo lo richiede e dai il cinque ai compagni, soprattutto a chi ha faticato. Un “bella serie” sincero vale più di una pacca sulla spalla di circostanza. Offrire un caffè al bar del campo è il ponte naturale per scambiare due dritte su attrezzatura, impostazione e prossime gare.

Se scatti qualche foto di gruppo, chiedi sempre se va bene condividerla e dove. A molti fa piacere, ma qualcuno preferisce restare fuori dai social. Io ho risolto con un gruppo WhatsApp dedicato alle serie domenicali: chi vuole entra, chi non vuole resta fuori senza pressioni. Funziona e tiene viva la rete di contatti tra un evento e l’altro.

Cornice normativa e buon senso che fanno la differenza

Tutta questa etichetta vive all’interno di regole precise. Ricordalo quando trasporti l’arma, quando la sguaini dall’astuccio, quando attraversi aree comuni del campo. Il riferimento generale resta il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, mentre per le dinamiche di gara e la sicurezza specifica vale la cornice della Federazione Italiana Discipline con Armi Sportive da Caccia. In pratica: arma scarica e in custodia fino alla zona designata, ottiche e strozzatori montati dove consentito, e dispositivi di protezione sempre indossati. Ti farà apparire affidabile agli occhi degli altri tiratori e del direttore di tiro.

Un appunto spesso dimenticato: la cortesia si vede anche nel rispetto dei tempi. Arriva pronto con cartucce contate per la serie, acqua, panni per le canne. Evita di rallentare la batteria cercando al volo accessori nell’auto. La squadra ti ringrazierà, e verrai invitato più volentieri a unirti la volta dopo.

Errori tipici da evitare

  • Dare consigli durante l’azione. Aspetta fine stazione o fine serie.
  • Toccare armi altrui senza permesso. Mai, nemmeno per “aiutare”.
  • Occupare la linea di tiro per chiacchierare o filmare. Mantieni distanza e silenzio.
  • Offrire cartucce inadatte al campo o alla strozzatura del compagno.
  • Dimenticare i dispositivi di protezione: occhiali e cuffie non sono opzionali.

Checklist veloce prima di un evento

  • Fucile pulito, funzionante, con strozzatori adeguati e ben serrati.
  • Cartucce omologate per il campo, grammatura coerente con le tue strozzature.
  • Occhiali, cuffie o tappi di ricambio, cappellino e borraccia.
  • Documenti in regola, tesserino federale e iscrizione alla gara se richiesta.
  • Un atteggiamento propositivo: offriti per segnare, aiuta senza invadere.

Un caso concreto: quando l’educazione fa squadra

Durante un percorso caccia primaverile ho visto un ragazzo nuovo arrivare teso come una corda di violino. Parole poche, spalle rigide. Gli ho prestato una chiave per cambiare strozzatore e gli ho chiesto se volesse che segnassi io. Alla terza pedana si è sciolto, ha chiesto un consiglio a fine serie e abbiamo fatto la successiva insieme. Ha chiuso con un personale e, soprattutto, con un invito: “domenica prossima torniamo?”. Ecco, spesso basta così.

Conclusione operativa

Se vuoi facilitare l’amicizia tra tiratori, pensa in termini di ritmo, sicurezza e piccoli favori. Arriva preparato, parla il giusto, ascolta molto. Offri strumenti, non giudizi. Le regole non scritte non stanno sui cartelli, ma nelle abitudini di chi la pedana la vive davvero. E quando quella cultura la porti tu, gli altri la seguono volentieri.

Alessandro Bernucci

Alessandro si è avvicinato al mondo delle armi sportive grazie alla passione per il tiro a piattello. Negli anni ha coordinato tornei locali e svolto il ruolo di responsabile logistico, imparando sul campo tutti gli aspetti relativi alle armi da competizione e alla loro regolamentazione.

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