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martedì 5 dicembre 2017

Se ti negano il porto d'armi (difesa, caccia, tiro) devi stare zitto?

Sembrerà strano ma il popolo di chi richiede un porto d'armi o l'autorizzazione a tenere una pistola è fatto da tanta gente pacifica, spesso pure troppo.
Questa gente è normalmente rispettosa verso gli organi di polizia; non dimentichiamo infatti che chi vuole un'arma clandestina può trovarla al mercato nero con risparmio di tempo ed anche di denaro.
Ho fatto questo prologo perchè nella mia esperienza professionale capita continuamente che chi subisce un torto con il diniego della licenza di caccia o titolo similare e pur protestando ampiamente ... alla fine lasci perdere.
È proprio vero che non si può fare nulla contro la decisione della questura?
È assolutamente falso.
Il provvedimento di diniego si può impugnare e capita di frequente che venga annullato, con il conseguente rilascio del porto d'armi.
Le questure hanno una grande discrezionalità ma questa discrezionalità deve sempre rispondere a criteri oggettivi di rispetto delle norme e ragionevolezza.
In caso di diniego ci si può opporre con un ricorso gerarchico e/o un ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale).
Per avere maggiori informazioni, senza impegno, sul vostro caso concreto, scrivetemi alla mail umberto@avvocatochialastri.it o completate il modulo sotto.
Avv. Umberto Chialastri

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venerdì 10 aprile 2015

Giardiello. strage di Milano. Proibizionismo e frescacce....

In questi giorni ha fatto notizia la strage che il sig. Claudio Giardiello ha compiuto nel Tribunale di Milano, uccidendo giudici ed avvocati.
C'è subito chi ha rilevato che i Carabinieri avevano dato parere contrario al rilascio del porto d'armi e la prefettura invece l'ha rilasciato. Da qui la solita spinta al "leviamo le armi", "le armi sono pericolose", "levando le armi da fuoco si fermanoi gli omicidi e le violenze" e chi più ne ha, più ne metta!
Come al solito si dimenticano cose essenziali.
Io entro in tribunale da decenni e da tanti anni esistono metal detector e guardie. Perchè non hanno fermato Giardiello con la pistola?
E' lui un super furbo o loro sono stati fessi?
Ricordo i famosi poliziotti della scorta di Aldo Moro che furono uccisi mentre avevano i mitra nel bagagliagio. Poveracci certamente ma il loro lavoro gli imponeva di avere i mitra a portata di mano.
Tornando a Giardiello, se il parere dei Carabinieri era negativo ci sarà stato o un clamoroso errore (tipo impiegato della prefettura che non ha letto il parere) oppure qualche motivo per il quale il porto d'armi fu concesso lo stesso. Non si può condannare senza conoscere i fatti specifici.
Oltretutto l'esperienza concreta (di cacciatore ed avvocato) è che le Prefetture non stanno certo lì a regalare porti d'armi, specialmente quando i Carabinieri danno parere negativo...
E' poi anche vero che per ammazzare non serve una pistola. A parte la possibilità di avere armi clandestine (come le hanno tutti i delinquenti) si può benissimo ammazzare in altro modo. Un mio cliente ha preso un coltello dal cassetto della cucina ed ha ammazzato la moglie con quattro coltellate.
Riporto poi una lamentela che mi fecero i poliziotti di un vicino commissariato. Si lamentavano del fatto che il CIM (Centro Igiene Mentale) non comunicasse alla polizia i nominativi delle persone con gravi problemi mentali e possibile pericolosità.
A parte la privacy (con le sue glorie e fesserie) i poliziotti in questo caso hanno perfettamente ragione e qualcuno invece di cercare scuse e dire frescacce dovrebbe seriamente fare una riforma a tutela - reale - dell'incolumità pubblica.

domenica 1 giugno 2014

Le spacconate ti possono far perdere il porto d'armi?

Si è detto che più volte che bisogna approcciarsi con le Forze dell'Ordine in maniera calma e controllata.
Questo è valido in generale ma ancora di più per chi ha o vuole delle autorizzazioni in materia di armi.
Il Consiglio di Stato si è occupato del caso in cui ad un soggetto era stato revocato il porto d'armi (sent. 22 ottobre 2009, sezione VI, proc. 6477/2009, 6119/2006 reg. ric.). La motivazione era che l'uomo era stato trovato in stato di ebbrezza. A questo si è aggiunto che il giorno dopo era andato in caserma a protestare veementemente ed in modo aggressivo.
Il Consiglio di Stato ha sostanzialmente motivato che non può essere concesso l'uso delle armi a chi non sappia moderare la propria aggressività. Il fatto che il ricorrente non ci fosse riuscito nemmeno durante un colloquio con la Polizia era un indice negativo della sua assente capacità di equilibrio.
Queste le parole del Consiglio di Stato:
"Ora, l’uso e la detenzione di armi e materiali esplodenti può essere assentito a favore di soggetti in grado di controllare normalmente le proprie emozioni, sì da non farne temere un abuso nell’utilizzazione degli stessi; ma, di fronte a ma nifestazioni di non repressa animosità anche “a freddo”, dallo stesso appellante definite come spacconate”, non appare illogico che l’amministrazione (salvo riesame in caso di futura richiesta in tal senso), per condivisibili motivi cautelativi, abbia adottato le contestate misure inibitorie, la tutela della pubblica
incolumità giustificando queste ultime in presenza di una situazione di rischio legata all’accesa e non sufficientemente controllata animosità dimostrata dall’interessato nella specie; e ciò al condivisibile fine di evitare alcun rischio di abuso che i recenti fatti avrebbero potuto, non irragionevolmente, innescare e che, ove poi si fossero concretizzati, avrebbero coinvolto la responsabilità degli stessi funzionari interessati, anche di fronte alla collettività."
La conclusione è che le "spacconate" possono farci perdere il porto d'armi. Del resto, come si fa a dare un'arma a chi alla prima banale lite potrebbe tirarla fuori e sparare?