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venerdì 11 agosto 2017

Come custodire le chiavi della cassaforte e ... sfortuna? Moglie suicida

Vecchia la storia di come vanno custodite le armi. In questo blog ci sono più post.
Non esiste alcuna norma specifica sull'obbligo della cassaforte ma,per non avere possibili guai, è meglio usare una cassaforte o sistema equivalente.
Parlerò di una sentenza interessante e sconvolgente nella sua logicità
Ma le chiavi della cassaforte?
Dove vanno tenute? E come bisogna comportarsi nei confronti dei familiari o conviventi?
Normalmente chi mantiene le armi in cassaforte, può avere la cassaforte aperta per motivi vari oppure lascia le chiavi in giro per casa o comunque dove gli altri conviventi sanno, minorenni o adulti che siano.
Chi è che non ha mai lasciato in giro il fucile da caccia al rientro a casa o prima della partenza?
Chi è che non lascia la pistola nel comodino anche quando è in bagno o in un'altra stanza?
Spesso quando ci viene rilasciato il porto d'armi veniamo diffidati ad usare tutte le precauzioni perchè il convivente che è stato firmato per droga (uso personale) non possa in alcun modo entrare in possesso delle armi. 
Come comportarsi però nei confronti delle altre persone "normali"?
Vediamo un caso particolare.
Tizio ha le armi custodite in un armadio blindato; l'armadio è all'interno di un armadio robusto di legno. Il tutto è in una stanza normalmente chiusa a chiave.
Abita con la moglie e la moglie sa dove tiene le chiavi dell'armadio e della cassaforte (nel cassetto del comodino).
La moglie un bel giorno prende le chiavi nel comodino, apre la cassaforte e si spara con il fucile, tentando il suicidio (per fortuna non riuscito).
La Questura di Perugia ha prima irrogato il divieto di detenzione di armi e poi la sospensione della licenza di porto di fucile per caccia.
L'interessato ha fatto ricorso al T.A.R.; il Tribunale Amminstrativo Regionale di Perugia ha deciso con la sentenza sez. I, n. 13 del 20 gennaio 2011.
Per l'organo di giustizia amministrativa, la Questura di Perugia ha agito giustamente: chi ha delle armi deve adottare le cautele necessarie perchè i conviventi non possano impossessarsi delle armi stesse.
"E’ innegabile che, nella specie, nonostante il ricorrente sostenga di avere posto in essere tutte le cautele necessarie affinché nessun estraneo entrasse nella disponibilità delle armi custodite, siffatte cautele non sono state sufficienti ad evitare che il coniuge si impossessasse di un fucile, tentando il suicidio e procurandosi gravi lesioni." Detto in altre parole i fatti stessi hanno dimostrato che le armi erano custodite male!
Che dire su questa sentenza? Dal punto di vista giuridico è chiarissima ed indiscutibile. Avere delle armi è una facoltà che l'ordinamenteo concede a cittadini che abbiano particolari caratteristiche di serietà e garanzie dell'uso corretto delle stesse.
Contro la sentenza potremmo dire che le cautele da usare sono quelle per quello che può accadere normalmente e non per i fatti straordinari. Non sarebbe però una gran difesa proprio perchè il possesso di armi  , per lòa logica ed il diritto italiano, è una facoltà molto importante e delicata.
Va quindi evitato in modo assoluto che possa entrare in possesso della armi qualsiasi altro, sia esso maggiorenne, minorenne, familiare, estraneo, incensurato, pregiudicato, uomo o donna.
Detto questo dal punto di vista pratico, visto quello che succede normalmente e che ho scritto sopra, ci voglia nella vita anche una buona dose di fortuna... 
Quindi o custodire le chiavi della cassaforte e le armi in una maniera che sembra paranoica oppure correre il rischio.Va anche detto che il pretendere che in caso di richiesta di porto d'armi vengano fatti accertamenti psicologici pure sui conviventi potrebbe essere un'altra ulteriore pressione sui malcapitati amanti delle armi.

mercoledì 6 aprile 2016

Foto su facebook del figlio con il fucile scarico e revoca della licenza. Maneggio delle armi da parte dei bambini.

Scriverò oggi di una brutta sentenza. E' giusto parlarne perchè pur essendo questa sentenza assurda dal punto di vista giuridico e pratico è una sentenza realmente emessa e bisogna sapere in queli guai ci si può trovare con una foto tutto sommato innocente.


Si tratta della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) Torino (Piemonte), sez. I, del 5 giugno 2015 n. 936.
Questo è il fatto:  un titolare di licenza di caccia aveva pubblicato su facebook la fotografia del proprio figlio bambino con in mano un fucile.
La questura gli aveva revocato la licenza di porto d'armi.
L'interessato aveva quindi presentato un ricorso gerarchico al Prefetto. Il Prefetto gli aveva dato torto e quindi ha impugnato la decisione innanzi al TAR.
Anche il TAR gli ha dato torto, stabilendo che:"lasciare nelle mani di un bambino un'arma, allo scopo di fotografarlo e pubblicare le foto su facebook, implica una situazione di pericolo che giustifica il provvedimento di revoca del porto d'armi".
Riporto qui parte della motivazione.
"In proposito il decreto Prefettizio, al pari del decreto del Questore, evidenziano come il fucile fosse tra le mani del figlio minore, e come in una delle fotografie poi eliminate dal profilo facebook, l'arma fosse anche "chiusa".
Affidare nelle mani di un bambino un'arma è di per sé un fatto che mostra assenza di precauzione nell'uso dell'arma, considerata la mancata conoscenza in un bambino anche delle regole fondamentali nell'uso delle armi.
Così riassunte le circostanze di fatto, ritiene il Collegio che il provvedimento sia sufficientemente motivato con il richiamo all'episodio, su cui è correttamente fondato il giudizio di non affidabilità del titolare della licenza.
Sotto questo profilo, va posto in luce che la disposizione di cui all'art. 20 della L. 18 aprile 1975, n. 110 - in forza della quale la custodia delle armi deve essere assicurata con ogni diligenza nell'interesse della sicurezza pubblica - è evidentemente preordinata alla finalità di assicurare l'incolumità dei cittadini da chiunque si trovi in possesso di armi o munizioni non autorizzate (cfr. T.A.R. Lazio Latina - 14/7/2008 n. 877; sentenze brevi T.A.R. Brescia, sez. II - 12/2/2010 n. 766; 20/4/2012 n. 675). La dinamica dei fatti evidenzia un'oggettiva negligenza e imprudenza nella cura dell'arma sottratta, che è stata lasciata nelle mani di un bambino, seppure con lo scopo di fotografarlo, ma in tal modo con il pericolo anche di un uso non corretto.
L'estrema gravità del fatto richiamato nel provvedimento è certamente circostanza idonea a supportare, per un ragionevole fine di cautela e prevenzione, un giudizio di pericolosità sociale per l'ordine e la sicurezza pubblica, la cui valutazione può legittimamente fondarsi anche su considerazioni probabilistiche."
Questa sentenza è francamente assurda per le conseguenze tratte da un fatto che poteva essere certamente banale (e senza una motivazione esauriente). Invito a rileggere per la loro assurdità le parole che ho riportato sopra in grassetto.
Questo atteggiamento mi ha fatto pensare a mia suocera che voleva sequestrare un fucile da caccia giocattolo a mio figlio ... perchè pericoloso ...
Quando la smetteremo?
E' evidente che le armi vadano custodite con la massima attenzione. 
Nel caso specifico un conto sarebbe dare in mano ad un bambino un fucile carico, facendolo magari sparare, un conto è dargli in mano un fucile scarico (controllato dieci volte) per fargli fare una foto, "con l'arma del papà!". Immagino il sorriso di quel ragazzino...
Bisogna piantarla di vedere un'arma come un oggetto diabolico e dai misteriosi poteri occulti.
Le armi vanno custodite con la massima attenzione in modo che non capitino incidenti.
In questo senso ricordo un colloquio con un funzionario della Questura di Roma, il dott. Renato Quircio, scrittore di un ottimo testo sulle armi ed ora in pensione (libro armi). Nel nostro colloquio concordavamo sul fatto che i bambini è bene che qualche volta imparino anche a conoscere un'arma e magari a controllare se è carica. Questo proprio ed esattamente al fine di evitare possibili incidenti.
Premesso infatti che le armi devono essere ben chiuse e scariche ... cosa accade se la notte lasciamo la pistola carica per una possibile difesa abitativa? 
A mio parere è importante che - nei limiti inderogabili della sicurezza - sotto la stretta sorveglianza del genitore - un bambino sappia che cosa è un'arma e magari si possa rendere conto che è carica. Sempre prudenza, prudenza, prudenza ... anche con un coltello da cucina però...
Oppure dobbiamo sostenere che una motosega è meno pericolosa di un fucile scarico e controllato dieci volte?